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Siltal

Giovanna Giunta


Come nacque la SILTAL ad Abbiategrasso? Tutto iniziò quando Romeo Scarioni, esperto lattoniere, giovanissimo, iniziò a fabbricare caldaiette in rame per le cucine economiche, forgiandole con le proprie mani in uno scantinato di casa. Nel 1923 nacque la Scarioni & Cusi, che partì con 4 operai, arrivando a 100 prima della seconda guerra mondiale, con la produzione di cucine elettriche e macchine per la rifinitura delle caldaiette. Cusi uscì quasi subito dall’azienda, ed entrò Angelo Scaiola, un giovane impiegato della BPA che alla sera teneva la contabilità di Scarioni. Quando nel 1936 Scaiola presentò un ennesimo bilancio positivo, Scarioni gli disse “ abbiamo guadagnato!”e i due diventarono soci. Nel 1947, in seguito anche alla forte intesa tra i due soci, nacque la S.I.L.T.A.L. (Società Italiana Lavorazione Tecnica Articoli in Lastra) che iniziò a produrre fornelli elettrici e cucine a gas, e, siccome il progresso non faceva ancora grossi salti, continuò ancora con le cucine a legna e i fornelli a petrolio!

Intanto la Scarioni & Cusi procedeva con la produzione delle caldaiette per le cucine economiche, entrando in concorrenza con la produzione tedesca. Gli affari prosperavano, tanto che la SILTAL iniziò ad attivare una linea di smaltatura per l’industria cuciniera e dopo aver addomesticato il fuoco per gli alimenti, passò dal caldo al freddo. Scarioni e Scaiola iniziarono a produrre ghiacciaie tradizionali in metallo, ancora senza motore, per le industrie. Le prime prodotte per la coca cola sono oggi gettonate come oggetti di modernariato! Nei primi anni 50 la SILTAL passò ai frigoriferi, costruiti interamente a mano, dove erano coinvolti tante abilità artigianali… saldatore, elettrotecnico, motorista, lattoniere, smaltatore…nel 1955 la vendita dei frigoriferi esplose immediatamente, come il lavabiancheria nei primi anni 60, continuando con la lavastoviglie. 
Come dicevo nella seconda parte di questa storia, nel 1955 la produzione di frigoriferi della Siltal, ebbe un’esplosione immediata. Infatti, il frigorifero, rappresentava l’icona di un’ epoca, quella del “boom economico” italiano a cavallo della fine degli anni cinquanta ed inizio anni sessanta, uno status-symbol. Il frigorifero insieme alla Fiat 600 ed alla televisione, fu uno dei simboli del miracolo economico italiano di quel periodo. All’epoca, le famiglie dotate del frigo erano appena cinque su cento. Ma quanto è sceso il prezzo di un frigorifero dal 1954 ad oggi? da sei mesi a sei giorni di lavoro. Infatti, il listino dei prezzi dell’epoca parlava di un costo di 139mila lire mediamente per un frigorifero da 160 litri; e in quell’anno la retribuzione media in Italia era di 24mila lire mensili. Oggi, in listino, un frigorifero classe A, con una capacità di 180 litri, costa mediamente 239 euro e la retribuzione media è di 1.250 euro mensili. Naturalmente il confronto non è soltanto economico, perchè nel ’54 un frigo aveva, al massimo, una celletta per il ghiaccio, non certo il freezer; inoltre i controlli sulla temperatura erano approssimativi. Oggi, a consumi di gran lunga inferiori, un frigorifero/freezer tiene temperature fino a – 22°, garantisce il congelamento rapido degli alimenti e il mantenimento a – 15° per 10 ore almeno in caso di mancanza di corrente elettrica.
Negli anni 50 iniziò anche la produzione delle pentole “Egizia” con il valore aggiunto di essere smaltate. Anch’esse oggi sono oggetti di modernariato molto ambiti. In un ventennio, di forti cambiamenti sociali, Scarioni aveva trasformato la cucina, cuore della casa, in un ambiente tecnologico straordinario per quei tempi. Negli anni 70 la Siltal aveva oltre 1000 dipendenti, con 7 filiali e 9 agenzie disseminate in Italia . Scaiola mancò nel 1976 dopo aver guidato l’azienda per circa 40 anni, moderando l’energia del proprio socio a volte troppo impetuosa e irriflessiva, conformandola a criteri di fattibilità e convenienza. Si dice che Scarioni, ad esempio, volesse creare un nuovo tipo di mestolo, ma che Scaiola con la sua autorevolezza e concretezza, gli fece accantonare questa idea, perché cosa si poteva immaginare di nuovo in un mestolo?
Scarioni mancò nel 1982. Nel 1972 intanto, a Occimiano (AL) nasceva la I.A.R.(Industria Apparecchiature Surgelati), imponendosi nel mercato del settore ed espandendosi con società controllate che producevano vetrine per gelati e surgelati, acquisendo anche Zanussi con i frigoriferi. Nel 1993 fu la volta di un’unità operativa della Whirpool a Barcellona, e due anni dopo uno stabilimento Electrolux di cucine e forni. L’espansione toccò Francia, Spagna, Portogallo e paesi nordici. In questa dimensione, negli anni 90 la Siltal venne incorporata dalla IAR, arrivando a 3400 dipendenti con un fatturato di 850 miliardi di lire. Purtroppo il finale della storia è conosciuto da molti abbiatensi. Negli anni successivi il gruppo Siltal è costretto ad un ridimensionamento con la chiusura degli stabilimenti spagnoli e dello stabilimento di Abbiategrasso.
La crisi, dovuta all’ingresso sul mercato europeo di nuovi competitori asiatici e turchi, agli elevati costi industriali e ad un forte indebitamento verso le banche, portò la IAR Siltal all’amministrazione straordinaria nel giugno del 2006 e alla successiva liquidazione.
tratto da “Un secolo di economia nell’Abbiatense e Magentino” – Storica Società Abbiatense e dal sito Iarsiltalspa.com

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